sabato 19 marzo 2011

AQUILE SVEVE



Tommaso Balbi, mi ha inviato il commento alla partita delle Aqulie Sveve, con il Teramo. Per problemi di tempo ed impegni vari, non l'ho inserito subito, ma lo scritto, più che un commento alla partita, fa un punto al momento della compagine campana, unico esempio di squadra composta da giocatori di varie società Campane, perciò non è "scaduto" ed ora lo propongo. Chi vuole scriva un suo commento a quanto scritto da Tommaso o su quello che pensano del progetto delle Aquile Sveve, nel blog c'è la possibilità di farlo.

AQUILE SVEVE – AMATORI TERAM0 = 15 - 5
Gara del 6 marzo 2011
di Tommaso Balbi

L’avventura delle Aquile cominciò sotto i migliori auspici, con la volontà di chi aderì al progetto di creare una squadra per dare la possibilità ad atleti che non avrebbero potuto trovare spazio per crescere e migliorare nelle rispettive società. La qual cosa si è avverata solo in parte. Sembra come se quest’anno stessero vivendo un anno di transizione per poi vedere l’evolversi il prossimo campionato. Questo disagio gli atleti lo trasferiscono anche in campo, in quanto non riescono ad essere coesi tra di loro. Ognuno interpreta il gioco a modo suo nonostante l’allenatore cerca di trasmettere i valori del rugby sul gioco di squadra. Questo si è palesato anche nell’ultima gara che le Aquile hanno giocato in casa contro l’Amatori Teramo, che al contrario dei nostri si sono presentati vestiti con i colori sociali e con borse che identificavano la loro appartenenza alla squadra ( le Aquile vestono quello che hanno in dotazione dagli anni passati nelle rispettive società ). La cosa si è manifestata pure in campo; il Teramo ha giocato cercando d’impostare azioni corali, coinvolgendo tutta la squadra: le Aquile, nonostante la superiorità fisica e la mole di gioco sovrastante, non sono riuscite a concretizzare con i punti adeguati. Forse dovuto alla mancanza di amalgama, forse dovuto a qualche malessere che serpeggia nella squadra, forse chi sa a che cosa, fatto sta che la squadra mostra sempre una mancanza di amalgama che potrebbe permettere agli atleti di togliersi dei sfizi contro a formazioni ben più amalgamate. I ragazzi danno l’anima in campo (tanto è vero che escono dal campo distrutti per l’impegno profuso), però non riescono a concretizzare in punti il loro dispendio di energie. È vero che con il Teramo il risultato ha premiato le Aquile, ma che fatica per ottenerlo! Per la mole di gioco sviluppato la vittoria sarebbe dovuta essere più netta. Questa è l’opinione di un semplice appassionato di questo sport e che in passato ha vissuto prima come giocatore e poi come allenatore le difficoltà dell’ambiente del rugby, per le poche risorse a cui si può attingere. La mia è una disanima che non ha nessuna intenzione di creare polemica, ma bensì di stimolare l’ambiente a trovare soluzioni per poter permettere ai ragazzi di sentirsi partecipi di un progetto che in futuro possa dare risultati soddisfacenti per il movimento rugbistico campano.

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